Ospite della trasmissione In Onda su La7 il 13 luglio 2026, Roberto Vannacci ha affrontato i temi caldi dell'attualità politica: dai presunti finanziamenti dalla Russia alla legge elettorale, dall'euro all'immigrazione, fino al reato di femminicidio. Un'intervista a tutto campo che delinea i confini programmatici di Futuro Nazionale.

Il leader di FN ribadisce: "L'uscita dall'euro non fa parte del nostro programma". Sulle preferenze: "Siamo gli unici che le vogliono". Sulla Russia: "Se i finanziamenti sono legali, perché no?".

Fondi dalla Russia: "Se sono legali, perché no?"

Sul tema dell'eventuale sostegno economico dalla Russia, Vannacci è stato netto: "Io ricevo tutti i finanziamenti legali, se mi possono finanziare dagli Stati Uniti perché non da un altro Stato estero? Se uno straniero supporta il nostro movimento, perché no? Se è legale". Una posizione che rivendica la trasparenza normativa come unico discrimine, senza preclusioni ideologiche sull'origine dei fondi.

Euro: "Non è nel nostro programma, ma le possibilità ci sono tutte"

Quanto all'ipotesi di un'uscita dell'Italia dall'euro, Vannacci ha precisato: "L'uscita dall'euro non fa parte del nostro programma. Le possibilità ci sono tutte, anche questa, ma non è la colonna portante del nostro programma, è un'ipotesi che prendiamo in causa". Una distinzione importante: non un tabù, ma non una priorità.

Legge elettorale: "Siamo gli unici a volere le preferenze"

Vannacci ha rilanciato la battaglia per il ritorno delle preferenze: "Noi siamo l'unico partito rimasto a insistere per le preferenze. Meloni si imponga e facciamo in modo che le preferenze, senza listini bloccati, vengano introdotte". Secondo il leader di FN, le preferenze sono "uno dei pilastri della legge elettorale" e lo strumento per restituire sovranità agli elettori e dignità al Parlamento.

Sulla fumata nera nel centrodestra: "Molto male, ancora una volta le segreterie dei partiti vogliono il potere accentrato per mettere i loro amici, amichetti, amanti, editori". Un'accusa diretta al controllo delle candidature da parte degli apparati di partito.

Femminicidio: "No a reato autonomo, ci sono già le aggravanti"

Sul reato autonomo di femminicidio, Vannacci ha ribadito la contrarietà: "Se uccido un immigrato non commetto un immigraticidio, ci sono già le aggravanti, se uccidi una donna per futili motivi, in modo premeditato, senza il bisogno del reato di femminicidio. Turetta ha avuto l'ergastolo, la pena massima, e non c'era il reato di femminicidio".

Ha aggiunto che "dove non esiste il reato di femminicidio ci sono enormemente più reati rispetto all'Italia, che è un Paese virtuoso. I reati sono più numerosi nei Paesi del Nord Europa, dove una cultura patriarcale non esiste", concludendo: "Se siamo tutti uguali un reato non è più o meno grave a seconda del sesso, del colore della pelle o della religione di chi lo commette o lo subisce, ci sono già le aggravanti".

Alleanze: "Il mio unico scopo è rinforzare Futuro Nazionale"

Sulle prospettive politiche: "Il mio unico scopo è rinforzare Futuro Nazionale, le alleanze si fanno poche settimane o mesi prima del voto". Sui consensi: "Non credo ai sondaggi, io li faccio in mezzo alla strada. La doppia cifra, l'ho detto da Fedez, era il sogno, non siamo poi così distanti. Vuol dire che gli italiani condividono quello che diciamo".

Vannacci ha escluso intese con Alessandro Di Battista: "Non l'ho mai visto e mai incontrato" e non lo considera "né un alleato né una minaccia politica". Gli accostamenti mediatici? "Tentativo di certa stampa di delegittimare lui e il suo movimento".

Ucraina: convergenza con M5S ma "nessun contatto preventivo"

Sul voto al Parlamento europeo sulla relazione Ucraina (coincidente con M5S): "Non sono d'accordo con Giuseppe Conte, sono d'accordo con Roberto Vannacci". Ha definito "una follia" (citando Einstein) continuare una strategia che "non ha prodotto risultati, ma ha contribuito all'aumento dei prezzi dell'energia e alla perdita di peso dell'Europa sul piano internazionale".

Immigrazione e Bossi-Fini: "Se non va bene la cambieremo"

Sulla legge Bossi-Fini: "Se la legge Bossi-Fini non va bene la cambieremo. Il problema del click day è che queste persone entrano probabilmente con un contratto, poi vengono licenziate e rimangono da noi. C'è bisogno di maggior controllo". La remigrazione resta il principio guida: rientro nel paese d'origine per chi è entrato illegalmente, non rispetta le leggi o impone usanze incompatibili.

Fonte: Adnkronos — Intervista a In Onda (La7), 13 Luglio 2026.